“I dati diffusi dall’Istat sulla
crescita dei prezzi dei generi alimentari dovrebbero far
riflettere tutti. In questi anni, sotto il governo Meloni, il
costo della vita ha avuto una fiammata che non si vedeva da
decenni, con aumenti medi di quasi il 25%. Mentre i prezzi
salivano, i salari e gli stipendi restavano al palo: oggi, in
termini reali, valgono ancora circa l’8% in meno rispetto al
2021. È il segno di un Paese in cui cresce la povertà lavorativa
e in cui milioni di persone faticano ad arrivare a fine mese. Lo
confermano i dati Istat sulla povertà assoluta, ma anche quelli
– ancora più drammatici – sulla rinuncia alle cure: in soli due
anni, gli italiani che hanno dovuto rinunciare a curarsi per le
liste d’attesa o perché non possono permettersi la sanità
privata sono passati da 4 a quasi 6 milioni. Davanti a tutto
questo, il governo continua a voltarsi dall’altra parte,
respingendo ogni proposta seria sul salario minimo e scegliendo
di non intervenire sui nodi strutturali che comprimono redditi e
consumi. Continuando a far finta di nulla, il governo
contribuisce ad aggravare la crisi sociale e la stagnazione
dell’economia italiana, zavorrata da consumi delle famiglie
fermi al palo. Serve un cambio di rotta: per questo il Partito
Democratico si batterà in Parlamento per modificare una legge di
bilancio che ignora la sofferenza sociale del Paese e continua a
mettere la finanza e le agenzie di rating prima delle persone”.
A dirlo in una nota è Antonio Misiani, responsabile Economia
nella segreteria nazionale del Partito democratico.


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