“La Corte d’Appello di Milano ha confermato il blocco dell’area a caldo dell’ex ILVA, respingendo il ricorso di Acciaierie d’Italia. Rispettiamo la decisione dei giudici, che segue le norme sulla tutela della salute e dell’ambiente. Ma questa sentenza certifica anche il fallimento di quattro anni di inerzia di questo governo. Dal 2022 la destra ha promesso piani, cordate e soluzioni che non sono mai arrivate. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: impianti fermi, migliaia di famiglie nell’incertezza, un pezzo fondamentale della nostra manifattura lasciato senza guida industriale. Non è più tempo di annunci. Il punto di non ritorno per gli impianti si avvicina e il governo non può più permettersi di temporeggiare. Servono subito la convocazione del tavolo a Palazzo Chigi, garanzie immediate contro i licenziamenti, un piano industriale credibile che metta in sicurezza gli impianti, tuteli la salute dei cittadini di Taranto e rilanci la decarbonizzazione della produzione dell’acciaio, settore strategico per l’intero sistema manifatturiero nazionale. È indispensabile una piena assunzione di responsabilità da parte dello Stato e il coinvolgimento delle grandi società a partecipazione pubblica. MELONI e i suoi ministri devono trarre le conseguenze di quattro anni di promesse mancate e cambiare rotta: servono scelte, non slogan”. Così, in una nota, Antonio Misiani, responsabile Economia e finanze nella segreteria nazionale del PD.


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