“Le parole attribuite dalla stampa al ministro Schillaci nel confronto con il ministro Giorgetti certificano quello che il Pd e le opposizioni denunciano dall’inizio della legislatura: il Servizio sanitario nazionale è strutturalmente sottofinanziato e senza una consistente iniezione di risorse rischia il tracollo. Sono i numeri del governo a certificare la gravità della situazione: il fondo sanitario nazionale in rapporto al Pil si è progressivamente ridotto e scenderà sotto il 6 per cento entro il 2028. Un arretramento che scarica sui cittadini liste d’attesa infinite, pronto soccorso in affanno, personale sotto organico e sottopagato, e che alimenta la privatizzazione strisciante del sistema pubblico: chi può paga di tasca propria, chi non può rinuncia a curarsi. A ogni denuncia il governo Meloni ha risposto con la propaganda, negando l’evidenza. Quando abbiamo indicato l’alternativa, con la proposta di legge a prima firma Elly Schlein, l’ha respinta in modo pregiudiziale. Le risorse aggiuntive invocate anche da Schillaci servono a potenziare e pagare meglio il personale sanitario, a far funzionare le Case e gli Ospedali di Comunità realizzati grazie al PNRR, a migliorare la rete ospedaliera e la dotazione tecnologica del SSN. Oggi è lo stesso ministro della salute ad ammettere che senza un’inversione di rotta la sanità pubblica italiana non può reggere. Ora alle ammissioni devono seguire i fatti: la prossima legge di bilancio è la prova del nove. Il governo dica quante risorse aggiuntive metterà sul fondo sanitario e con quale traiettoria pluriennale. Continueremo a batterci perché la salute torni una priorità, non una voce da tagliare.” Lo dichiara il senatore Antonio Misiani, responsabile Economia e Finanze nella segreteria nazionale del Partito democratico.
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