“Oggi dal Parlamento europeo arriva una bella notizia. La richiesta di una legge europea contro lo stupro basata sull’assenza di consenso è un pronunciamento importante, in linea con la stessa normativa europea che sul punto va integrata, nonché con le convenzioni internazionali e con le normative nazionali di gran parte dei paesi dell’Ue. Stabilire definitivamente che senza consenso è stupro significa rafforzare i diritti e le libertà delle donne e riaffermare il principio di autodeterminazione femminile sul proprio corpo. Significa abbandonare l’idea che la sessualità maschile sia in qualche modo prevalente e incontenibile. In definitiva è una questione di civiltà. Ricordiamo a tal proposito che in Senato è fermo il ddl sul consenso già approvato all’unanimità dalla Camera, fermato all’ultimo miglio dalla maggioranza. Perché anche l’Italia faccia davvero un passo avanti in materia di legge sulla violenza sessuale, il confronto nella Commissione Giustizia di Palazzo Madama non può che ripartire, come oggi ricorda anche l’Eurocamera, dal consenso. L’auspicio è che l’Ue possa al più presto avere una legge sul consenso, per tutte le donne del continente”. Lo dicono i parlamentari Pd nella Commissione Femminicidio Cecilia D’Elia, vicepresidente, Sara Ferrari capogruppo dem, Filippo Sensi, Valeria Valente, Antonella Forattini e Valentina Ghio.
“Nella risoluzione – proseguono i parlamentari dem – il Pe indica anche la necessità della formazione degli operatori della giustizia e della sanità e dell’educazione sessuo-affettiva per le giovani generazioni e insiste sul fatto che la violenza di genere sia considerato un reato europeo. Siamo convinti che questa sia la strada giusta per prevenire e contrastare la violenza contro le donne e ci auguriamo che anche nel nostro Paese l’educazione sessuo-affettiva per tutte le bambine e i bambini e le ragazze e i ragazzi possa presto venire attuata, al di là di quanto dispone invece il ddl Valditara, che con un arretramento evidente la sottopone al consenso delle famiglie”.