“Il gruppo del Partito democratico esprime grande soddisfazione per l’approvazione oggi nella Commissione parlamentare sul femminicidio e la violenza di genere della relazione sulla violenza digitale. A seguito della nostra proposta di indagare a fondo il fenomeno, emerso con grande chiarezza dopo le sconcertanti scoperte dei siti Mia moglie e Phica, la commissione ha saputo lavorare in maniera unitaria e collaborativa per produrre un testo condiviso, che anche a seguito di audizioni di esperti, indaga a fondo un aspetto sommerso della violenza di genere, ma sempre più aggressivo e pervasivo nella vita delle persone, che richiede nuove competenze individuali e collettive, per stare sulla rete senza riprodurre le dinamiche del fenomeno off line”. Lo dicono i parlamentari del Pd della Commissione femminicidio Sara Ferrari, capogruppo, Cecilia D’Elia vicepresidente, Filippo Sensi, Valeria Valente, Antonella Forattini e Valentina Ghio. “La violenza contro le donne – proseguono i parlamentari dem – si configura come una componente strutturale del digitale. Si tratta di una nuova forma di violenza, fondata sui vecchi presupposti di sempre ma più subdola, più invasiva, più aggressiva e penetrante. Oltre all’aggiornamento della normativa statale in linea con quella europea per il contrasto al fenomeno e per la tutela delle vittime, riteniamo fondamentale il punto dell’educazione all’utilizzo degli strumenti digitali, non solo in termini tecnici ma per il rafforzamento della cultura della parità di genere, del rispetto e del rifiuto di ogni forma di violenza, rivolta a minori e adulti.
La relazione punta sulla responsabilità delle piattaforme e prevede inoltre la necessità di figure di garanzia deputate al controllo dei contenuti, che siano in grado di fare un monitoraggio e assicurare un intervento tempestivo per il riconoscimento delle violazioni, soprattutto della pubblicazione non consensuale di immagini sessualmente esplicite e manipolate, la previsione di meccanismi per ottenere l’effettivo immediato oscuramento di contenuti illeciti; la chiarezza delle policy delle piattaforme nei confronti degli utenti e la semplificazione dei meccanismi di segnalazione per una risposta tempestiva; la previsione di un ‘daspo’ digitale; il rafforzamento del ruolo del Garante della privacy e dell’Agcom; la previsione di una fattispecie di reato legato alla diffusione illecita di contenuti sessualmente espliciti generati o alterati con l’AI, il divieto dell’accesso ad Internet per imputati di reati digitali, il patrocinio a spese dello Stato per le vittime. Riteniamo questo lavoro un patrimonio collettivo preciso e puntuale di indicazioni operative e proposte legislative, che fotografa la situazione attuale, con la consapevolezza che gli strumenti di prevenzione e contrasto si devono evolvere insieme con la realtà digitale”.


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