Appare “evidente dopo
l’audizione di Giorgetti che, dei tre pilastri che
riguardano il Freedom Act, cioe’ il regolamento europeo da
attuare gia’ scaduto dall’8 agosto scorso, la maggioranza di
governo non ne vuole applicare nemmeno uno. Non vuole avere
una governance trasparente, non vuole avere sostanzialmente
una stabilita’ dal punto di vista delle risorse da dare alla
Rai, tanto e’ vero che Giorgetti parla di una questione del
canone e invece bisognerebbe stabilire se optare per il
canone o la fiscalita’ generale e dare sicurezza di risorse
alla Rai in quanto servizio pubblico, e in piu’ non ha
minimamente parlato di tutto quello che e’ l’autonomia
editoriale dei giornalisti e la liberta’ e l’indipendenza
che si deve ad un servizio pubblico in questa direzione.
Siamo all’anno zero oltre allo stallo della commissione di
Vigilanza da oltre un anno e mezzo all’attivita’ di
controllo e vigilanza che il Parlamento deve esercitare
sulla Rai. La verita’ e’ che la maggioranza non si vuole
occupare della Rai e risolvere i temi che sono della Rai, ma
vogliono occupare la Rai come stanno facendo con Tele
Meloni”. Lo dichiarano, in una nota, i parlamentari del
Partito democratico della commissione di Vigilanza sulla Rai
a margine dell’audizione in Senato del ministro
dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. Gli esponenti del Pd
proseguono: “Non si sono occupati nemmeno del tema di
garanzia dei due terzi per eleggere il presidente perche’ e
la verita’ e’ che sono allergici ai controlli e non vogliono
un presidente di garanzia. Quindi, delle due l’una: o
l’Europa ha firmato la propria sconfessione o su questa
lettera – segreta almeno quanto il terzo segreto di Fatima –
ci dicono verita’ parziali. E addirittura la presa in giro
di usarla per giustificare l’eliminazione della maggioranza
qualificata, oggi unico limite allo strapotere dei governi”.