“È oggettivamente impossibile dialogare in modo sensato sulla legge elettorale se non si rispetta la realtà.
Il neopresidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato Andrea De Priamo – del quale apprezzo lo spirito costruttivo, e a cui rivolgo i migliori auguri per il nuovo incarico – stravolge la realtà quando in un’intervista apparsa oggi sostiene che la proposta del centrodestra comporta un piccolo sacrificio della rappresentatività per favorire la governabilità.
La verità è tutt’altra: col Melonellum si può arrivare a una distorsione della volontà popolare, e quindi a un sacrificio della rappresentatività, di entità doppia rispetto a quanto poteva accadere con il Porcellum abbattuto dalla Corte Costituzionale nel 2014. Riferendoci alla Camera, quel che emerge è infatti che mentre con il Porcellum lo scarto in seggi tra la coalizione vincitrice e quella perdente – magari separate da pochi decimi di percentuale in termini di voti come avvenne nel 2006 – poteva arrivare al 10% del totale dei deputati (circa 65 su 630), con il Melonellum tra due coalizioni che ottenessero una il 48% e una il 47.5% dei voti ci sarebbe un divario in seggi pari a quasi il 20% del totale dei deputati (circa 75 su 400). Un’enormità.
In termini di offesa al principio di rappresentatività, il Melonellum è a tutti gli effetti un Bi-Porcellum. Il che è tutto dire. Disposizioni del genere oltre che politicamente inaccettabili sono palesemente contrarie alla Costituzione”. Così il senatore del Pd Dario Parrini, vicepresidente della commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama.