‘Così il premio può andare a chi le elezioni le perde’
“La cosiddetta norma ‘anti-cespugli’
inserita in extremis nel Melonellum è una truffa dentro una
truffa. In realtà è una norma ‘ruba-voti’ che può capovolgere la
volontà popolare”. Lo sottolinea sul suo blog il parlamentare
Dem Dario Parrini a proposito della misura inserita nella
riforma della legge elettorale che prevede che a parte il
miglior perdente chi è sotto il 3% non contribuisca con i propri
voti al computo per il premio di maggioranza. “La sua
irragionevolezza – aggiunge – è presto spiegata: pur avendo
costruito un sistema fondato sulla competizione tra coalizioni e
sul principio che va dato un premio massiccio alla coalizione
che vince le elezioni, nel tentativo di mettere in difficoltà
gli avversari i geni del centrodestra hanno introdotto nel testo
una clausola in base alla quale il premio può andare a chi le
elezioni le perde”.
“Questo esito paradossale – osserva – è ipotizzabile perché al
verificarsi di certe condizioni una parte non trascurabile dei
voti che una coalizione ottiene può venir cancellata dal
conteggio per l’aggiudicazione del premio: un’assurdità!
Sempre in conseguenza della suddetta clausola, può accadere che
una lista coalizzata non prenda seggi e non contribuisca al
risultato della sua coalizione, mentre un’altra lista coalizzata
due o tre volte meno votata può prendere seggi e contribuire al
risultato della sua coalizione: una disparità di trattamento
inammissibile, legata a un elemento arbitrario come il numero di
liste sotto il 3% presenti all’interno di ciascuna alleanza!”.