“Lo abbiamo detto fin dall’inizio e oggi arriva anche l’allarme del procuratore nazionale Melillo: indebolire lo strumento delle intercettazioni significa indebolire la lotta alle mafie e al terrorismo”. Lo dichiara la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Partito Democratico, commentando l’allarme lanciato dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo.
“Le parole di Melillo sono chiarissime: la nuova disciplina frena le indagini e rappresenta un arretramento grave nella capacità dello Stato di contrastare la criminalità organizzata” aggiunge Rando.
“Parliamo di mafie sempre più evolute, capaci di utilizzare strumenti tecnologici sofisticati, di infiltrarsi nell’economia legale e nei circuiti finanziari. Di fronte a questa trasformazione, la risposta non può essere indebolire gli strumenti investigativi, ma rafforzarli. Fare il contrario manda un messaggio devastante”.
“La verità è che queste norme finiscono per favorire proprio quelle aree grigie, quei ‘colletti bianchi’ che rappresentano oggi uno snodo fondamentale delle organizzazioni mafiose” sottolinea.
“La lotta alle mafie non si fa solo con le celebrazioni e le commemorazioni, ma con scelte concrete e coerenti. Servono atti chiari, non provvedimenti che vanno nella direzione opposta. Il Governo – conclude Rando – si assuma la responsabilità di correggere una norma che rischia di compromettere anni di lavoro e di risultati nella lotta alla criminalità organizzata”.