“Nel giorno dell’anniversario della strage di via D’Amelio, ricordare Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta – Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina – significa prima di tutto rinnovare un impegno inderogabile: la ricerca della verità. Non possiamo più consentire manipolazioni, letture frazionate o ulteriori, inaccettabili depistaggi su una delle pagine più dolorose della nostra storia”. Lo dichiara in una nota la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità nella segreteria nazionale del Partito Democratico.
“I depistaggi non appartengono solo al passato ed è giunto il momento di dire basta all’abuso e all’uso strumentale che si sta facendo di questa memoria”, affonda Rando. “Ancora oggi assistiamo a tentativi striscianti di opacizzare i fatti e a narrazioni di comodo. La memoria esige, invece, una verità totale e senza sconti sugli intrecci perversi che hanno insanguinato il Paese. Pretendere la verità oggi significa avere il coraggio di squarciare il velo sulle relazioni pericolose tra criminalità organizzata, mondi dell’eversione nera e pezzi di istituzioni deviate che hanno guidato la mano dei carnefici e coperto le loro tracce. Senza piena luce su questi spaventosi legami, la nostra rimarrà una democrazia incompiuta”.
“Parallelamente – prosegue la senatrice dem – assistiamo troppo spesso a letture di comodo da parte di chi si è svegliato solo oggi, accorgendosi improvvisamente delle stragi mafiose e tentando maldestramente di appropriarsi di figure come quelle di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone per scopi di parte. È bene ricordare che sono stati magistrati integri, servitori dello Stato e professionisti di straordinario livello, che hanno affrontato con immenso coraggio anche la solitudine istituzionale. Non hanno appartenenze politiche: Falcone e Borsellino appartengono interamente alla storia civile e democratica di questo Paese”.
“Onorare la loro memoria e il sacrificio di chi quel giorno era al loro fianco – conclude Rando – significa difendere la giustizia, combattere ogni ipocrisia e respingere i tentativi di riscrittura della storia. La memoria ha valore solo quando si traduce in responsabilità. E oggi, la responsabilità si chiama verità sugli intrecci”.


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