“La lotta alle mafie e alla corruzione è, prima di tutto, una grande questione politica, etica e democratica”. Lo ha dichiarato la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e Lotta alle mafie del Partito Democratico, intervenendo oggi a Palermo all’assemblea nazionale della CGIL contro mafie e corruzione. “La relazione di minoranza di Pio La Torre – ha spiegato Rando – ha saputo leggere a fondo il territorio, facendo emergere con chiarezza le relazioni tra le organizzazioni mafiose e quella borghesia mafiosa che continua a rappresentare un nodo cruciale del sistema criminale”.La senatrice ha poi sottolineato “l’emozione profonda” legata al luogo dell’iniziativa: “Essere nell’aula bunker di Palermo significa stare nel luogo simbolo della ricerca della verità e della giustizia”.“Ma la politica – ha aggiunto – deve arrivare prima. La repressione è fondamentale, ma non basta: serve prevenzione, serve costruire anticorpi sociali e culturali. Guardano in primo luogo ai giovani che oggi le mafie reclutano. Servono più scuola, più politiche sociali, più presenza dello Stato. È da qui che nasce la nostra proposta di legge Liberi di Scegliere per allontanare i più giovani dal contesto mafioso”.“Questo Governo – ha concluso – non sta investendo nelle politiche di prevenzione e, al contrario, sta indebolendo strumenti fondamentali di contrasto alle mafie: dalle norme sulle intercettazioni al traffico di influenze, dall’abuso d’ufficio alla riforma della Corte dei conti, fino al rischio di depotenziare l’istituto dei collaboratori di giustizia. È una direzione pericolosa che va contrastata con forza”.


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