“I dati al 31 maggio 2026 sulla condizione dei detenuti in Italia sono l’ennesima certificazione del fallimento delle politiche del Governo in materia penitenziaria. Con quasi 65 mila detenuti, un tasso di affollamento nazionale al 139%, istituti che raggiungono punte del 200% e perfino 30 bambini costretti a vivere dietro le sbarre con le loro madri, siamo di fronte a un’emergenza che l’esecutivo continua ostinatamente a ignorare”. Lo dichiara la senatrice Enza Rando, responsabile Legalità e lotta alle mafie del Partito Democratico.
“Da quando la destra governa il Paese, tutti gli indicatori della condizione carceraria sono peggiorati. I provvedimenti approvati in questi anni hanno prodotto un aumento costante della popolazione detenuta senza accompagnarlo con investimenti adeguati, misure alternative efficaci, percorsi di reinserimento e un rafforzamento degli organici. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: più sovraffollamento, più tensione negli istituti, più sofferenza per detenuti e operatori penitenziari. Hanno prodotto politiche sulla sicurezza che stanno producendo maggiore insicurezza nel Paese” aggiunge la senatrice. “Particolarmente allarmante è il dato relativo agli istituti minorili, dove si registra un numero record di presenze, e quello dei bambini in carcere con le madri. È il segno di una politica che ha scelto la propaganda securitaria invece della prevenzione, del recupero e della tutela dei diritti fondamentali. Il Governo smetta di voltarsi dall’altra parte – conclude Rando -. Servono misure urgenti, investimenti sulle strutture, sul personale e sulle misure alternative alla detenzione, nel pieno rispetto dell’articolo 27 della Costituzione”.


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