“La riforma proposta dal governo non è una vera riforma della giustizia: è una vendetta. Un attacco diretto all’autonomia e all’indipendenza della magistratura, travestito da intervento tecnico”. Lo ha dichiarato in Aula la senatrice del Partito Democratico Enza Rando, intervenendo sul disegno di legge costituzionale che introduce la separazione delle carriere e istituisce l’Alta Corte disciplinare.
“L’articolo 4 del provvedimento – ha spiegato Rando – smantella il sistema di autogoverno della magistratura, sottraendo ai Consigli superiori la funzione disciplinare per affidarla a un nuovo organismo, l’Alta Corte. Non c’è nulla di neutrale in questa operazione – ha continuato la senatrice dem – perché l’obiettivo è chiaro: isolare i magistrati, metterli sotto osservazione, creare uno strumento di pressione”.
Nel suo intervento, Rando ha sostenuto alcuni emendamenti del Partito Democratico volti a respingere l’impianto dell’articolo 4 e a proporre alternative più equilibrate: “Abbiamo proposto modifiche per rafforzare la trasparenza e la competenza, senza intaccare l’indipendenza. È possibile migliorare il sistema senza distruggerlo”.
Infine, un affondo sulla logica sottesa al disegno di legge: “Dove i giudici non sono liberi, nessun cittadino lo è. Chi vuole una magistratura obbediente, in realtà vuole una giustizia meno libera. Per questo ci opporremo con determinazione a una riforma che mina le basi democratiche della nostra Costituzione”.