“Ricordare il rogo del Narodni dom
è necessario perché non prendano il sopravvento nuovi fascismi,
soprattutto in una città e in un territorio che a fatica hanno
ritrovato l’essenza della convivenza pacifica, dell’amicizia,
della collaborazione fattiva tra l’anima slovena e quella
italiana”. E’ la riflessione della senatrice Tatjana Rojc (Pd),
oggi a Trieste alla commemorazione dell’incendio del Narodni
com, sede dal 1900 delle organizzazioni degli sloveni e di altri
ceppi slavi, appiccato dai fascisti il 13 luglio del 1920.
“Ai dirigenti fascisti era chiarissimo il significato
dell’attacco – osserva la senatrice triestina – a quell’emblema
dell’ascesa economica e culturale della borghesia slovena e
slava a Trieste: quell’esplosione di violenza nazionalista fu
‘il vero battesimo dello squadrismo organizzato’. Dobbiamo dire
grazie a quanti ci hanno liberato da quell’ideologia ma anche a
tutti quanti tra mille difficoltà, hanno continuato a credere e
lavorare per il dialogo e la pacificazione”.