Rojc: Valore aggiunto per nostro Paese
“Questo incontro nasce da due spunti: uno è il programma che viene
presentato al Ministero dell’istruzione e che omette de facto
le lingue minoritarie, cosa gravissima perché ritengo che la
Legge 482 del 1999 ha dato un input per le tre minoranze storiche
e per le rimanenti minoranze linguistiche, che hanno tutti i
diritti tutelati dall’articolo 6”. Così a 9colonne Tatjana Rojc,
senatrice del Pd, a margine della conferenza in Senato “Lingua-lingue:
specificità e ricchezza del nostro paese”. “Il secondo spunto
– prosegue Rojc – mi è arrivato dalla visita del Presidente
Mattarella in Slovenia dove sia lui sia la Presidente slovena
hanno sottolineato l’importanza delle minoranze come ponte tra
i vari paesi. Credo quindi che discutere anche in Senato delle
lingue minoritarie, che sono una plusvalenza dei territori
e del nostro paese, sia stato importante farlo e lo faremo ancora”
Rojc: “Sempre più famiglie italiane scelgono scuole slovene
In Europa 50 i milioni di cittadini delle minoranze linguistiche”
“In Europa ci sono 50 milioni di
cittadini che compongono il mosaico delle minoranze
linguistiche, e anche nel nostro Paese rappresentano una
ricchezza culturale, un ponte tra popoli e culture. Ci
aspettiamo che anche il ministro Valditara raccolga lo spunto di
questa realtà composita”. Lo ha detto a Roma la senatrice
Tatjana Rojc (Pd), introducendo l’incontro “Lingua-lingue:
specificità e ricchezza del nostro paese” che si è tenuto al
Senato, alla presenza dell’ambasciatrice d’Albania presso la
Santa Sede Majlinda Frangaj e dell’ambasciatore della Repubblica
di Slovenia a Roma Matjaž Longar.
Sottolineando che “il pluriliguismo è un valore aggiunto
nell’istruzione e nella formazione degli individui e delle
comunità” la senatrice ha ricordato “la presenza nel Friuli
Venezia Giulia della minoranza nazionale slovena e della
presenza di mezzo milione di parlanti la lingua friulana oltre
che di quella tedesca”. “Le scuole con lingue d’insegnamento
slovena – ha spiegato Rojc – sono frequentate da un numero
sempre maggiore di alunni e studenti non solo di famiglie
slovene o bilingui ma anche da giovani di famiglie italiane che
desiderano per i loro figli che imparino la lingua e la cultura
della minoranza”.