“In questo decreto si continua ad ampliare la categoria di chi non ha diritti, alimentando una sorta di diritto parallelo. Esiste infatti un mondo di chi gode di una serie di diritti, detiene il potere e non ammette alcun controllo sull’esercizio di quel potere; dall’altra parte c’è chi, invece, questi diritti non li ha, perché viene privato delle più elementari garanzie. È evidente che, così facendo, si determina un indebolimento della cultura delle garanzie. Parallelamente assistiamo a un indebolimento del servizio giustizia, riscontrabile nello svuotamento delle funzioni dell’ufficio del processo e in tre evidenti esempi di rinvio: il Tribunale collegiale per le misure cautelari in carcere, le infrastrutture digitali interdistrettuali centralizzate sulle intercettazioni e il Tribunale della famiglia. Di fronte a un tale abbandono del servizio giustizia ci chiediamo di cosa si stia occupando il ministro Nordio. Tutto questo avviene in un contesto in cui siamo al quinto decreto sicurezza. Sono stati introdotti nuovi reati, con una riscrittura raffazzonata di fattispecie già esistenti, senza alcun risultato sul piano della sicurezza e senza alcuna disponibilità a interrogarsi su ciò che non ha funzionato. Il Governo continua infatti a inserire norme contro chi manifesta liberamente, senza ottenere risultati nei confronti dei responsabili delle violenze e senza fare alcun passo avanti sull’organizzazione dell’ordine pubblico”. Lo ha detto in aula la vicepresidente dem del Senato Anna ROSSOMANDO intervenendo sul decreto Giustizia.
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