“Il blitz di maggioranza e GOVERNO sull’articolo 30 bis del decreto Sicurezza con cui, per incentivare il rimpatrio dei migranti, si introduce un compenso per i legali subordinato all’esito della procedura di rimpatrio assistito, presenta fini e contorni allarmanti. La norma, introdotta tra l’altro senza alcun confronto con l’Avvocatura, distorce il ruolo dell’avvocato e con questo il diritto di difesa. Come giustamente sottolineato dall’Organismo Congressuale Forense, si introduce un compenso all’avvocato subordinato esclusivamente all’assistenza al rimpatrio volontario del migrante e da corrispondere all’esito della partenza dello straniero. L’autonomia e la libertà della funzione difensiva attiene alla sostanza del diritto di difesa, anch’esso previsto dalla Costituzione. Dopo aver difeso l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura, faremo lo stesso per tutelare l’autonomia e l’effettività della funzione della difesa contro un provvedimento che deve cambiare in seconda lettura alla Camera dei Deputati”. Lo dichiara la vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando.
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