“Il discorso dell’educazione
affettiva è, al di là del bene e del male, una roba che
considera sempre le persone come se avessero bisogno di chissà
quali tutele e cautele. Per i ragazzi, introdurre l’educazione
psico-sesso-affettiva nelle scuole è secondo me un investimento
importante dal punto di vista culturale e sociale. Tutte le cose
dipendono da come si fanno”. Lo ha affermato Filippo Sensi,
senatore del Pd, su Radio Cusano, nel corso del programma
“Battitori Liberi”.
“Di facciata c’è la difesa dell’istituzione familiare, poi la
questione vera è: oddio mio, chissà cosa insegnano a mio figlio,
chissà come cresce mio figlio. Credo – aggiunge – che si debba
cominciare a pensare che l’educazione affettiva sia un pezzo del
corredo della formazione dei ragazzi: funziona altrove, perché
non deve funzionare pure da noi?”.
Sensi è poi tornato sullo scontro dei giorni scorsi con il
ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. “Era in aula, ma
mentre parlava un senatore di Avs i banchi del governo erano
deserti. La prassi vuole che ci sia qualcuno del governo ad
ascoltare il dibattito parlamentare, e quindi abbiamo chiesto
dove fosse finito il ministro o il sottosegretario. Valditara –
racconta il dem – era finito con gli amichetti suoi della Lega a
chiacchierare e quando c’è stata questa mini sollevazione
Valditara ha mosso le braccia dicendo ‘io sono qui e io vi
ascolto’. Ma quella non è una sala d’attesa, quello è il Senato
della Repubblica, non una lounge. Valditara guardava verso noi
come a dire: ‘Ma che problema c’è?’, e quindi gli ho urlato che
doveva sedersi ai banchi del governo, anche perché gli ho
ricordato di essere pagato per quello”.

“Sono molto amareggiato per la
Picierno, penso che sia una formidabile combattente che in
Europa fa uno straordinario lavoro”. Lo ha dichiarato Filippo
Sensi, senatore del Partito democratico, su Radio Cusano, nel
corso del programma “Battitori Liberi”. “Sul punto specifico del
suo addio al Pd, io ho un’altra idea: non penso che il Partito
democratico abbia esaurito la sua vocazione riformista, mentre
Pina ritiene che non sia più accogliente per chi ha idee come le
sue, idee che condivido anche io”, ha spiegato Sensi: “Sono
quindi due valutazioni diverse, ma non è una critica a Pina, ci
mancherebbe. Io però non esco e penso che avrebbe potuto
continuare a fare la sua battaglia da dentro. Penso che il Pd
somigli a quello per il quale è stato fondato e cioè dare
rappresentanza a culture diverse: non è un monolite”.


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