“Non abbiamo statistiche e dati che ci dicano in maniera uniforme su quante persone venga applicata, per quanto tempo, con quale motivazione medica la contenzione meccanica. Un emendamento in manovra di Bilancio chiede 2 milioni di euro: per creare uno spazio legislativo che istituisca una banca dati”. Lo annuncia in un articolo sul Domani il senatore del Pd Filippo Sensi. Sensi prende spunto dal fatto che proprio il 16 novembre di sessantaquattro anni fa “Franco Basaglia prendeva servizio al manicomio di Gorizia come direttore” dove per la prima volta rifiutò di firmare il “librone delle contenzioni meccaniche”, avviando la rivoluzione che portò alla legge 180 e alla abolizione dei manicomi. “Oggi che le conquiste della legge 180 sono messe a rischio dalla volontà della maggioranza di riscriverla in un senso antitetico a quello immaginato dal suo ispiratore – aggiunge Sensi – , passo indietro inaccettabile per l’Italia, c’è una questione specifica, che potrebbe sembrare marginale, ma che invece è al cuore di quella riforma, che rifiutava proprio la mortificazione e la costrizione dei pazienti degli istituti di salute mentale. Ancora oggi non abbiamo statistiche certe, interoperabili e su scala nazionale delle contenzioni meccaniche che vengono effettuate nel nostro sistema sanitario”. “Non abbiamo statistiche e dati che ci dicano in maniera uniforme su quante persone venga applicata, per quanto tempo, con quale motivazione medica. Solo pochi giorni fa la Conferenza Stato Regioni, recependo il lavoro di un tavolo tecnico per il superamento della contenzione meccanica che risale al 2021, ha dato 12 mesi di tempo e zero euro per avvicinare un orizzonte sanitario in cui non un emendamento in manovra di chiede 2 milioni di euro per fare un passo avanti” Di qui l’emendamento alla manovra, con 2 milioni per finanziare una banca dati sulle contenzioni meccaniche, al fine di “avere finalmente una immagine chiara che ci consenta di superare questa pratica di tortura”.
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