E se Roberto Vannacci e la sua creatura politica fossero un format? “Vannacci è un format”, dice il senatore dem riformista Filippo Sensi. E non è un provocazione: “Il partito del generale”, dice Sensi, “ha le stesse caratteristiche di alcune realtà emerse in giro per l`Europa e che sono alla base della fortuna di Afd in Germania, Fox in Spagna, Ressemblement National in Francia, Reform Uk di Nigel Farage o English Defence League di Tommy Robinson – e la dinamica tra questi ultimi dice molto”. Fa pensare a quella tra Lega e Futuro nazionale. Fatto sta che Vannacci, a Sensi, non pare certo spuntato dal nulla. “Ovunque, in giro per l`Europa, gli sconfitti della globalizzazione fanno da brodo di coltura per insoddisfazioni, malanimo, malessere e disagio che possono sfociare in consenso per partiti di rappresentanza identitaria – partiti del rancore. E in Vannacci vediamo replicato appunto un format noto, composto sempre dagli stessi ingredienti: no tax, no vax, sovranismo, immigrazione. E Vannacci oggi dice in purezza, senza omissis, quello che per anni hanno detto altri, dalla Lega a FdI”. Non c`è insomma novità di lessico e temi, nella creatura (o Frankenstein) del generale: “I temi sono quelli che richiamano la base elettorale del rancore, tendenzialmente complottista, antieuropeista e paladina di un popolo immaginario vessato da potenti e poteri: un magma di istanze sostenute in questi anni sia da FdI che dalla Lega, partiti che però hanno cessato di svolgere questa funzione”. Perché? “Perché sono andati al governo e non possono più fare il lavoro che facevano prima. Ma la cosa che più mi colpisce è un`altra: l`agenda di questi partiti, e quindi anche di Fn, piace molto al Cremlino e agli apprendisti stregoni che si pongono come obiettivo l`allargamento delle crepe visibili nelle democrazie europee e che insistono esattamente lungo le linee di frattura”. Qualcuno urlerebbe al complottiamo. “Stiamo attenti, quando per contrastare Vannacci seguiamo le lucciole della remigrazione e delle parole confezionate da questa internazionale di destra dal fondo opaco. Il tema della remigrazione è soltanto il grimaldello di chi punta a disarticolare l`Europa, rendendola più debole, più fiacca, più fragile e più aggredibile di fronte allo specchio infranto delle sue contraddizioni”. Non deve farci quindi tanto spavento il “tornino a casa loro” ripetuto dai vannacciani? “Quella è una parola d`ordine trita e ritrita, non il cuore del pro- getto eterodiretto di disarticolazione delle democrazie europee. Un modello. Come in tv: si cambiano i protagonisti-prima c`era il capitano, ora il generale – per rilanciare il programma. Fenomeni di casting. Non funziona più lo strumento? Se ne prende uno nuovo, fatto su misura per un`agenda molto chiara: Vannacci fa persino fatica a mettere la pace come pannicello caldo sopra il palinsesto orgogliosamemte filorusso. Il tutto shakerato in un cocktail di provocazioni da `épater le bourgeois`: ed ecco le parole sul femminicidio e il trovarobato di argomenti che fa dire `oh mamma mia` . Una trappola logica: noi seguiamo la polemica del giorno, alimentando l`agenda della paura di Vannacci ed esorcizzando la paura con altra paura. Con reazione pavloviana, evochiamo la paura a noi inculcata. E alla fine sempre paura vince”. C`è chi, a sinistra, pensa sia tutto un regolamento di conti a destra. “E` un`illusione – dice Sensi il modo per disarticolare e mettere in crisi una democrazia è proprio questo: esporla alle proprie contraddizioni, testarla quotidianamente, saltandoci sopra per piegarla. Vannacci è un`enorme lente di ingrandimento della fragilità della nostra democrazia”. Un Vannacci-Nemesi per la destra “imborghesita dal potere”, dice Sensi, ma un Vannacci-spauracchio per il centrosinistra che vorrebbe sedersi con i popcorn: “Il richiamo di questo fondo opaco non colpisce soltanto a destra. Lo abbiamo visto in parte con il M5S delle origini, nella sua parte no vax e antisistema. Ma una fetta di elettorato del Movimento, pur dicendosi progressista, è ancora quello di una forza nata oltre la destra e la sinistra, e quindi oggi disposta, su alcuni temi, a guardare a Vannacci con curiosità”. Intanto perà il campo largo si scalda con la foto dall`osteria. “Una foto claustrofobica, al chiuso, contro un muro. La foto di qualcuno al riparo in un rifugio antiatomico. Attenzione a non dare l`idea di un disimpegno rispetto alla battaglia combattuta là fuori, battaglia per il futuro della democrazia in Italia. Tanto più se la missione, consegnata di volta in volta a un nuovo partito, è un piano che pensato altrove, magari a Est”.
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