“Per il Comitato dell’Onu per l’eliminazione della discriminazione contro le donne (Cedaw), il governo italiano è ancora inadempiente rispetto a quanto richiesto da molte convenzioni internazionali e da principi giurisprudenziali ormai consolidati, anche in sede internazionale, a proposito di come viene affrontato il tema della violenza sessuale nelle aule di giustizia e quindi rispetto al tema del consenso. L’ho ribadito questa mattina nell’Aula del Senato al sottosegretario Ostellari, nel corso del question time in cui il governo ha risposto alla nostra interrogazione sul caso di A.F., una donna di Cagliari riconosciuta dal Cedaw oggetto di vittimizzazione secondaria nel corso di un processo avviato dalla sua denuncia di violenza sessuale. La pronuncia del comitato Cedaw ha condannato l’Italia a risarcire la vittima e a dare seguito alle sue indicazioni costruendo le condizioni giuridiche e normative per evitare letture ancora stereotipate e pregiudizievoli per le donne nei processi di violenza sessuale che rischiano spesso di compromettere in maniera decisiva l’attività probatoria. Ha quindi nei fatti ribadito la necessità anche di una norma più chiara sul consenso. Com’è noto, la maggioranza di destra ha, al contrario, bloccato al Senato una buona legge sul consenso che era stata approvata all’unanimità alla Camera e ha poi proposto soluzioni inaccettabili che rappresentano passi indietro rispetto alle norme vigenti e alle attuali interpretazioni giurisprudenziali”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente, che oggi ha partecipato al question time nell’Aula del Senato.
“Nella sentenza della Cedaw – prosegue Valente – l’Italia è stata anche condannata a risarcire la vittima, che non ha visto riconosciuta la sua richiesta di giustizia all’esito dell’iter processuale e che adesso si trova addirittura ad affrontare un processo a suo carico per diffamazione. Ebbene, il governo non l’ha fatto. Ricordiamo che le pronunce e le raccomandazioni degli organismi internazionali vanno eseguite e le relative convenzioni se, come in questo caso, da noi ratificate sono leggi di questo stato e prevedono dunque specifichi obblighi cui attenersi. E’ inaccettabile che il governo si continui a tirare indietro e ancora stamattina ha perso l’occasione per dimostrare volontà di dare seguito agli impegni assunti”.


Ne Parlano