“In un solo Cdm il governo Meloni ha
fatto due danni, confermando ancora una volta la sua vera
natura. Impugnare la legge della Toscana per il salario minimo
negli appalti pubblici è un atto limpido contro i diritti delle
lavoratrici e dei lavoratori. Impugnare la legge della Sicilia,
voluta dal Pd, che avrebbe consentito di assumere operatori
sanitari non obiettori per garantire il diritto all’Ivg e
l’applicazione della 194/78, è un intervento chiaro contro le
donne, la loro salute psicofisica e il loro diritto
all’autodeterminazione. Che ciò avvenga con una Premier è
davvero grave, tanto più che Meloni in campagna elettorale aveva
promesso di non mettere in discussione la 194, mentre questo è
un modo surrettizio di non applicare quella che, piaccia o non
piaccia, è una legge dello Stato che il governo ha il dovere di
attuare. La verità che Meloni con una mano fa qualcosa per le
donne e con l’altra se lo rimangia. E sul corpo delle donne,
autodeterminazione e famiglia con questa destra siamo in pieno
medioevo”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente