‘Altro che aumento di fondi. È veramente inaccettabile la propaganda spudorata del Governo su Università e ricerca. Questi sono i numeri della legge di bilancio presentata dal Governo Meloni: nel triennio 2026-2028 il governo taglia 118 milioni di euro alla ricerca pubblica. Lo dicono le tabelle ufficiali allegate all’articolo 107, non l’opposizione. Altro che ‘principio di realtà’: il principio, qui, è quello del rinvio e del definanziamento.
Il nuovo Fondo per la Programmazione della Ricerca, che la ministra Bernini presenta come una svolta, in realtà accorpa fondi già esistenti – FISR, FIS, FISA, PRIN – e sposta in avanti oltre 568 milioni di euro. Una semplice partita di giro che asciuga il triennio 2026-2028. I 450 milioni annunciati per i PRIN non bastano a coprire il buco. Il risultato netto è una contrazione di 118 milioni nel triennio: meno bandi, meno infrastrutture, meno opportunità per Università ed enti di ricerca.
Sul Fondo di Finanziamento Ordinario poi la ministra Bernini si prende meriti che non ha. L’aumento dell’FFO è dovuto esclusivamente agli investimenti pluriennali approvati dai governi precedenti, non da questo. Dal 2022 non è stato aggiunto un euro vero, solo giochi contabili.
Quanto al reclutamento dei ricercatori, il Partito Democratico farà la sua parte in Parlamento. Presenteremo emendamenti alla legge di bilancio per istituire un piano ordinario di reclutamento in tenure track e un programma nazionale per i giovani post-doc, perché il futuro della ricerca si costruisce investendo nelle persone, non nei proclami.
Il nostro obiettivo è offrire a chi si forma e lavora nei nostri atenei la possibilità di restare e competere in Italia, attrarre risorse e costruire progetti di eccellenza. È questa la strada per rendere il sistema universitario italiano all’altezza delle migliori esperienze europee e per dare una prospettiva concreta ai tanti giovani che oggi vivono nella precarietà.
L’Università e la ricerca non hanno bisogno di falsi spot, ma di risorse vere, continuità e rispetto per chi ogni giorno tiene in piedi il futuro del Paese. Il governo Meloni invece taglia, rinvia e scarica i costi sulle prossime generazioni. Questa è la verità, che nessuna propaganda può nascondere.’ Così in una nota il Senatore Francesco Verducci, membro della Commissione Cultura del Senato.


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