L` assoluzione degli indagati per l`inchiesta sulla “Torre Milano” dimostra che il sistema giustizia funziona, ma è comprensibile lo sfogo di Beppe Sala perché quelle indagini furono «strumentalizzate» da alcuni partiti e certe espressioni di alcuni Pm diedero l`impressione «non solo di una doverosa indagine penale», ma anche di una sorta di «processo »alle politiche della giunta.
Walter Verini, senatore Pd, fin dall`inizio era stato cauto, «avevo detto: “La magistratura fa il suo dovere, ma Sala è persona perbene, vada avanti”.
Io considero questa sentenza intanto una conferma che si può avere fiducia nella magistratura».
Insomma sta dicendo che non serviva la separazione delle carriere bocciata al referendum?
«La separazione delle carriere già c`era, non c`era bisogno di farla. Questa è una conferma. La magistratura è tenuta all`esercizio dell`azione penale, poi ci sono vari gradi di garanzia e si può giungere a conclusioni diverse. Per questo non condivido gli attacchi fatti in queste ore alle procure».
Un attacco è arrivato anche da Beppe Sala…
«La sua reazione la capisco. Perché in effetti in quelle settimane – con la strumentalizzazione politica che venne messa in piedi da alcune forze e anche a causa di alcune espressioni usate dai procuratori che muovevano le accusel`impressione era quella che insieme alle ipotesi di reato, sotto processo ci fosse quasi l`intera politica urbanistica della giunta. Questo si può fare, ma lo deve fare la politica, i cittadini. I magistrati devono perseguire i reati. Ma il corto circuito che si creò dette l`impressione che sotto processo ci fosse la politica».
Parla anche di M5s quando ricorda gli attacchi al sindaco?
«Anche loro strumentalizzarono la vicenda. Ma mi rivolgo in particolare alla destra. Qualche settimana fa c`è stata addirittura la presenza “politica” della seconda carica dello Stato (Ignazio La Russa, ndr) in consiglio comunale. Una cosa ancora una volta istituzionalmente non corretta. Questa destra, se davvero vuole agitare la bandiera della legalità, valuti bene – proprio a Milano – l`inchiesta Hydra e i rapporti opachi che sono emersi tra ambienti della destra lombarda e il malaffare e la criminalità organizzata. Per contrastarli».
Costa, Fi, chiede: chi paga ora?
«Il tema non è chi paga. Non c`è dubbio che bisogna tenere un equilibrio tra diversi principi sacrosanti: esercizio dell`azione penale, presunzione di innocenza, diritto all`informazione, privacy. Ma un Pm di fronte a un`ipotesi di reato deve aprire un`indagine. E a proposito di “chi paga” voglio ricordare che nel caso di Milano – oltre agli inquisiti che hanno visto messe in discussione le loro vite – ci sono centinaia di famiglie che avevano versato i soldi per gli appartamenti che ora sono bloccati. Una questione che la politica deve risolvere. Inoltre c`è un insegnamento da trarre: in materia urbanistica siamo in una giungla normativa che ha reso sostanzialmente indifesi i comuni. C`è bisogno al più presto di una nuova legge nazionale».
E con gli alleati come i 5 Stelle che hanno subito attaccato Sala serve un chiarimento?
«Credo proprio di sì. Non ho nessun titolo per parlare di Milano, ma vorrei dire che la sentenza può rasserenare il clima. Auspico che tutte le forze di centrosinistra sappiano costruire un progetto di futuro che tenga insieme il buono – tanto – della giunta Sala, con l`esigenza di affrontare nodi fondamentali come il tema della casa, la povertà… Certo se uno dice “è stato tutto un accrocchio di immobiliaristi” il dialogo è difficile. Penso che crescita e dinamismoche una grande capitale europea come Milano ha conosciuto con Sala – debbano continuare insieme alle sfide nuove per battere nuove povertà e diseguaglianze. Vorrei concludere segnalando un`altra sgrammaticatura…».
Quale?
«Una procuratrice che ha lavorato all`inchiesta, la dottoressa Siciliano, credo ora in pensione, ha annunciato l`intenzione di candidarsi come vice-sindaco alle prossime comunali in una lista. Nessuno può e deve vietare il diritto soggettivo a candidarsi, ma francamente passare di fatto – immediatamente – dalla Procura alla candidatura nello stesso territorio può presentare aspetti di inopportunità».


Ne Parlano