Cervetti:
“Con la scomparsa di Gianni Cervetti se ne è andata una delle figure più significative del Partito Comunista Italiano e della sinistra italiana ed europea. Una persona seria, un dirigente di grande spessore, un profilo riformista rigoroso e coerente, che seppe esprimere da dirigente milanese e nazionale quel partito, da parlamentare italiano ed europeo. Fu l’uomo che, con Berlinguer, “emancipò” il Partito Comunista Italiano dalla tutela finanziaria di Mosca: una scelta coraggiosa, di rottura, che rappresentò una tappa verso una ulteriore, piena acquisizione dell’autonomia dei comunisti italiani che Berlinguer portò, in quegli anni, al massimo possibile. Profondamente europeista, nel solco di Giorgio Amendola e inseparabilmente insieme con Giorgio Napolitano, Cervetti è stato un politico raffinato, colto, con un profondo amore per la musica e la cultura, per la sua Milano. Ascoltare i suoi interventi, densi di profonda cultura politica e conversare con lui, come anche a noi è capitato più volte, rappresentava sempre una ricchezza
e un insegnamento”. Così il senatore Walter Verini, membro della Direzione Nazionale PD.