“È fondamentale che il nostro Paese dedichi una giornata nazionale al ricordo dei giornalisti uccisi per il loro lavoro, colpiti mentre svolgevano il loro dovere. Non si tratta solo di memoria, ma di un impegno civile: promuovere momenti di riflessione nelle istituzioni e nelle scuole sul valore fondamentale della libertà di informazione”.
Lo ha dichiarato Walter Verini intervenendo in Aula a Palazzo Madama.
“Il ricordo – ha proseguito Verini – quando non è retorica, rende vive le persone e il loro sacrificio. Parliamo di giornalisti che hanno dato la vita per garantire un diritto essenziale: quello dei cittadini ad essere informati. Senza informazione libera, nessuno può partecipare pienamente alla vita democratica. Negli ultimi vent’anni sono stati uccisi circa 1500 giornalisti nel mondo. Molti nomi sono diventati simboli di libertà e di lotta per i diritti. Oggi, in contesti di guerra e criminalità, tanti continuano a rischiare la vita per raccontare la verità”.
“Tuttavia – ha precisato il parlamentare dem – non basta celebrare una giornata: serve coerenza ogni giorno. Dobbiamo difendere concretamente il giornalismo d’inchiesta, recepire pienamente il Media Freedom Act europeo e approvare una legge efficace contro le querele temerarie, che rappresentano un vero bavaglio soprattutto per i giornalisti più esposti e precari. In Italia ci sono ancora giornalisti costretti a vivere sotto scorta. A loro va non solo solidarietà, ma anche gratitudine. Il giornalismo d’inchiesta, che spesso illumina le zone opache del potere, deve essere difeso, anche quando è scomodo”.
“Difendere la libertà di informazione – ha concluso Verini – significa difendere la democrazia. Come sancito dall’articolo 21 della Costituzione, la libertà di stampa è un pilastro della nostra società, e questo impegno deve durare 365 giorni l’anno, non solo in una giornata dedicata”.


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