“Anche un orologio rotto una volta al giorno segna l’ora giusta. Se un ministro come Giuli, che ne ha compiute tante in questi mesi, dice una cosa giusta ogni tanto, noi continuiamo a guardare il generale e l’interesse del Paese non il nostro”. Così Walter Verini del Partito Democratico, ospite a Start su Sky TG24. “Se dice una cosa giusta sul cinema e su Regeni noi appoggiamo quella cosa ma c’è un giudizio pesante su questa vicenda che si inquadra non come la caduta dell’Impero Romano ma, per quanto riguarda il governo e il ministero della Cultura, come gli ultimi giorni di Pompei. La destra oggi cerca in tutti i modi di salvare il salvabile. Giuli aveva litigato di brutto con Salvini in Consiglio dei Ministri. Questa vicenda si inquadra in una lotta di potere. Non è un normale avvicendamento che riguarda rapporti fiduciari. È una guerra di potere che riguarda una lotta di potere in primis in Fratelli d’Italia”, ha concluso.
“Chi l’ha detto che dovrebbe esserci un pareggio? Oggi i sondaggi non dicono questo. Noi faremo un accordo di programma su dieci punti seri, tra cui anche politica estera, e poi chiederemo agli italiani di votare. Non c’è bisogno per forza di parlare di legge elettorale come priorità. La destra la metti da parte e si occupi degli italiani”. Così Walter Verini del Partito Democratico, ospite a Start su Sky TG24. “Noi diciamo che questa legge elettorale può rimanere nel cassetto, le priorità degli italiani sono altre. Il confronto non si può aprire in questi termini”, ha concluso.