Considero serio e responsabile il comportamento tenuto dalle società di Inter e Milan per prevenire e contrastare il fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata nella curva dello stadio Meazza a San Siro. Si tratta, come è noto a tutti, di un fenomeno che riguarda molte curve e molti stadi, che ha prodotto fatti ed episodi drammatici. Cori razzisti e legami con estremismo nero; racket del merchandising fuori degli impianti; ricatti a calciatori e società per accaparraggio di biglietti da usare per fidelizzazione o bagarinaggio; legami con le scommesse clandestine; racket nella gestione di parcheggi; spaccio di droga. Si potrebbe continuare. Per il controllo di queste attività criminali ci sono stati scontri, intimidazioni, omicidi e le inchieste della Magistratura hanno disvelato un quadro davvero allarmante e diffuso. È evidente che le prevenzioni e le repressioni non possono né debbono colpire i tantissimi ragazzi e ragazze, i tantissimi tifosi che vogliono andare allo stadio e nelle trasferte, anche in maniera organizzata e che niente c’entrano con le attività criminali. È evidente come uno stadio con striscioni, cori di incoraggiamento crei un’atmosfera particolare da salvaguardare. Ma ad avere creato queste situazioni, sono stati i criminali, infiltrati tra i tifosi. Non chi li combatte. E sono stati anche troppi silenzi e connivenze e le poche dissociazioni. Per questo occorre dire grazie alle forze dell’ordine e della sicurezza e alla Magistratura per la loro azione. Ora il tifo organizzato, non soltanto a San Siro, ha una occasione: aiutare le società a prevenire e contrastare questi fenomeni. A fare in modo che violenze e intimidazioni vengano combattute ed isolate, estirpate dal mondo del calcio. Le tifoserie perbene ( la stragrande maggioranza) possono aiutare lo sport e segnatamente il calcio a spazzare via la retorica che avvolge la frase tipica del dopo-incidenti: “ episodi che niente hanno a che vedere con il calcio”. Non è vero: hanno molto a che vedere spesso – con bosco e sottobosco del calcio. Nel Comitato della Commissione parlamentare Antimafia che si occupa di questo fenomeno e che sono stato chiamato a coordinare, abbiamo audito molti soggetti che hanno aggiornato la fotografia di questi fenomeni, in tutta Italia e a tutti i livelli. Ora proseguiremo con le società ed altri soggetti (arbitri, associazione calciatori, allenatori) per giungere ad una relazione finale che la Commissione nel suo insieme e il Parlamento potranno valutare. Una relazione che conterrà anche proposte, legate alla sicurezza negli stadi, al controllo, ma soprattutto alla prevenzione, all’educazione allo sport. E un grande ruolo potranno e dovranno averlo proprio i tifosi. Credo, in definitiva, che sia sbagliato strizzare l’occhio, soprattutto da parte di certo mondo politico, a chi non si dissocia chiaramente da queste pratiche. E premiare e valorizzare chi contribuisce e contribuirà a tenere la criminalità alla larga dagli stadi. Comprese quelle società che hanno deciso o decideranno di intraprendere strade nuove e coraggiose.
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