“L’allarme che il Procuratore Nazionale Antimafia Melillo ha lanciato, deve essere raccolto. La legge varata poco meno di tre anni fa da questo governo ( con la netta opposizione del PD e di altri gruppi) che limita fortemente l’utilizzo di intercettazioni, indebolisce il contrasto a mafie, criminalità organizzata e terrorismo. L’elenco di gravissimi reati per i quali non possono essere usate intercettazioni in procedimenti diversi da quelli per cui sono state disposte toglie strumenti a chi combatte la criminalità. L’elenco che Melillo fa, nella sua lettera al Governo e alla Commissione Antimafia, è impressionante. Riguarda reati gravi contro la pubblica amministrazione, concussione e corruzione, traffico di rifiuti, scambio elettorale politico-mafioso e gravi reati finanziari legati a riciclaggio e affarismo delle mafie.
E alla cybersicurezza. Questo appello non può non essere raccolto. Noi lo chiederemo interrogando il Governo e portando di nuovo la questione in Commissione Antimafia. Già nelle audizioni del tempo, Melillo e altri magistrati avevano lanciato l’allarme sui rischi di questa stretta sull’utilizzo di intercettazioni. Il loro allarme e quello delle opposizioni non venne ascoltato. Anzi, in seguito sono stati varati ulteriori provvedimenti limitativi. Con la scusa, naturalmente, di un garantismo. Che è solo a favore dei cosiddetti colletti bianchi. Meloni, Nordio, Piantedosi e la stessa Colosimo non possono girarsi dall’altra parte, in attesa magari di partecipare alla prossima cerimonia in memoria di qualche martire Antimafia. Se si sta, come deve essere, dalla loro parte, ci si stia davvero, senza ipocrisia e non indebolendo gli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata”

Così il senatore Walter Verini, Capogruppo PD in Antimafia


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