Il senatore del PD Walter Verini
chiede di “monitorare ancora” le condizioni detentive in Albania
dell’umbro Davide Pecorelli alla vigilia del processo d’appello
(in primo grado il tribunale di Puke lo ha condannato a 4 anni
per incendio doloso, violazione dei confini nazionali albanesi
da clandestino e ostacolo al raggiungimento della verità;
assolto per vilipendio di cadavere e truffa).
“Davide Pecorelli, dal carcere albanese in cui si trova
detenuto, ha inviato agli organi di informazione una lettera
aperta anche a me indirizzata (oltre a Ministro degli Esteri e
autorità diplomatiche italiane in Albania)” spiega Verini in una
nota. “Nella lettera – aggiunge -, accanto a varie
considerazioni, lamenta ancora le sue condizioni e fa sapere di
avere contratto in carcere una malattia come l’epatite.
Naturalmente sottolineeremo all’attenzione di Farnesina e
ambasciata (come abbiamo fatto già circa un mese fa in occasione
di analoga lettera aperta inviata allora dai suoi legali
perugini) quanto rappresentato anche a loro da Pecorelli,
perché tutto sia verificato e monitorato. Proprio la scorsa
settimana, peraltro, abbiamo ricevuto (in risposta alla nostra
lettera) dal responsabile rapporti con il Parlamento del
Ministero degli Esteri una comunicazione nella quale si dava
conto di diverse visite consolari fatte (quattro) e anche di
contatto diretto tra ambasciatore e Direzione del carcere circa
le garanzie per un trattamento detentivo rispettoso della
persona e dei diritti umani. La comunicazione dava conto anche
dell’attenzione che la rappresentanza italiana ha dedicato
all’iter processuale, contribuendo anche a superare ritardi
circa il deposito della sentenza di primo grado. Cosa che ha
consentito a Pecorelli di presentare ricorso, che sarà discusso
in appello la settimana entrante. Con l’auspicio, ci
permettiamo umanamente di sperare, che la sua difesa in sede
penale – conclude Verini – possa consentire un esito tale da
superare il regime detentivo in carcere”. (ANSA).


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