A Walter Verini, senatore del Pd, che cosa l`ha spinta a sottoscrivere il disegno di legge sull`antisemitismo di Graziano Delrio?
«Penso che sia un tema drammatico di questo tempo, da ben prima del 7 ottobre, con incendi di sinagoghe e episodi di antisemitismo in tutta Europa. In questi anni di guerra la situazione si è aggravata, ma il tema è preesistente a quel pogrom. È giusto che si richiami l`attenzione sulla questione. Il ddl Delrio lo fa con equilibrio e serietà e non ha certo come scopo i posizionamenti interni, né è mosso da logiche di partito. È semplicemente un`offerta al Parlamento tutto. Vorrei anche fare chiarezza su un punto: il ddl non censura affatto le opinioni, tanto che io potrò continuare a definire criminale il governo Netanyahu e a battermi per due popoli, due Stati».
Vi hanno accusato di voler mettere in difficoltà la segretaria Elly Schlein.
«Non appartengo a nessuna corrente e penso che la segretaria vada sostenuta. In questi quasi tre anni ha riposizionato il Pd su alcuni temi sociali che per un partito come il nostro sono fondamentali, ma è proprio per questo che lei oggi è nelle condizioni di allargare la platea degli interlocutori, di parlare a mondi diversi, di mettere insieme i temi della giustizia sociale e delle pari opportunità per chi non ce l`ha con quelli della crescita e dell`impresa, insomma di parlare a tutto il Paese. E voglio aggiungere una cosa…».
Prego.
«Se un Partito democratico così come lo vorremmo molti di noi stabilisce relazioni naturali, non con il freno a mano tirato, dialogando con tutti, può capitare che il Pd possa crescere. Non dico fino al quasi 34 per cento del 2008, ma anche per costruire una coalizione fondata sui programmi serve un partito che parla a tutto il Paese e che ambisce a prendere il 28, il 30 per cento, anziché, come vorrebbero alcuni dirigenti, delegare ad altri, a non meglio precisati centri, un lavoro che invece spetta fare al Pd».
Maurizio Gasparri, in una dichiarazione, lascia intendere di avere un accordo con Delrio.
«Purtroppo Gasparri e questa destra si distinguono per il fatto di trasformare tutto in qualcosa di strumentale. Ci sono state altre sgrammaticature e reazioni francamente incomprensibili anche nel mio partito. Ma quando si abbasserà, e si abbasserà (compresi gli inaccettabili insulti nella rete) la polvere polemica di questi giorni, il Pd e le altre forze politiche disponibili discuteranno del ddl Delrio e di altre proposte. Lo faranno magari insieme a Liliana Segre. Che su questo rappresenta un riferimento più autorevole di Gasparri e sono convinto che un tema come questo non potrà non trovare unito il Pd. Dividersi sull`antisemitismo lo considero ontologicamente impossibile per un partito come il nostro. A meno di snaturarlo. Ed essendo questo un tema alto del tempo che stiamo vivendo io vorrei che a quel punto il Parlamento tutto arrivi a una legge equilibrata, magari nel nome di Liliana Segre. Ricordo…»
Che cosa Verini?
«Ricordo che una decina di anni fa il Parlamento approvò l`istituzione del reato di negazionismo. Io ero relatore alla Camera. Anche allora sul Manifesto vi furono critiche: voi così colpite la ricerca storica e la libertà delle idee, ci dicevano. E nel gruppo del Pd ci furono obiezioni. Erano osservazioni da considerare. Discutemmo e alla fine trovammo una formulazione che metteva al riparo da questi rischi e oggi è in vigore il reato di negazionismo. Ecco, io credo che si debba fare, così, senza pigrizie a sinistra o furbizie a destra».


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