Due giorni fa era l’anniversario – il quattordicesimo – della uccisione di Stefano Cucchi per la quale ci sono state sentenze definitive che hanno dimostrato come lo stato democratico può e deve essere capace di punire anche chi – tra coloro che dovrebbero essere suoi servitori – viola leggi e norme, diritti umani e principi costituzionali.
Chiedere scusa, colpire responsabili di violazioni, anche se appartenenti a corpi e forze dell’ordine e della sicurezza, per uno stato è segno di forza, non di debolezza.
La sorella Ilaria ha condotto per anni una battaglia indomita per la verità e la giustizia sull’uccisione di Stefano.
lo ha fatto contro depistaggi, false testimonianze, omertà comportamenti che sono stati sconfitti dal suo dolore trasformato in coraggio, da quello dei suoi genitori, del suo avvocato Fabio Anselmo e da quello di migliaia di persone, associazioni, forze ed esponenti politici che l’hanno accompagnata in questa battaglia.
Ma ho preso la parola anche per altre due ragioni, per esprimere solidarietà a Ilaria Cucchi, fatta oggetto di nuove minacce che lei ha denunciato proprio in questi giorni. Le siamo vicini e per ringraziarla, per “l’onore e la disciplina” con i quali svolge il suo mandato parlamentare.
La battaglia nel nome di suo fratello, Ilaria Cucchi la conduce ancora. tutti i giorni.
Lo vediamo con il suo recarsi a visitare carceri, a verificare le condizioni dei detenuti.
Lo abbiamo sentito proprio nei giorni scorsi, quando la voce di Ilaria si è levata per chiedere luce e verità sul caso della morte nel carcere di Oristano di un altro Stefano, Stefano Dal corso.
E lo abbiamo visto quando si è recata a ponte Galeria, a ispezionare quella struttura chiamata Cpr, dove degli esseri umani scappati da fame, miseria, malattie, guerre, mancanza di futuro, sono reclusi e trattati come nessuno dovrebbe essere trattato.
Grazie Ilaria, che fai vivere il ricordo di tuo fratello ogni giorno – anche con intransigente passione – attraverso valori e principi che tutti noi dovremmo condividere e provare a far vivere”. Così il senatore del Pd Walter Verini intervenuto in aula a Palazzo Madama.


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