“Noi abbiamo protestato in commissione e in Aula perché non ci è stato dato il tempo di discutere su questo decreto, che è arrivato due giorni fa in Senato e sul quale abbiamo avuto un’ora per gli emendamenti. Non è uno schiaffo all’opposizione, questo è uno schiaffo anche alla maggioranza. La destra sta mortificando il Parlamento ed è garantista solo a parole, siamo colpiti”. Lo ha detto in Aula il senatore Walter Verini, segretario della Commissione giustizia e capogruppo Pd in Antimafia.
“Nel merito -ha continuato Verini – questo dl rivela gravi lacune. Il governo è in carica da ormai 3 anni e ha ereditato importanti riforme sia del penale che del civile votate da tutto il Parlamento tranne Fdi, oltre al Pnrr e a un piano per la sua – come si dice – messa a terra. Un piano che prevedeva oltre 3 mld per il funzionamento della giustizia quotidiana, per la durata ragionevole dei processi, il rinnovamento tecnologico e digitale, per le assunzioni di magistrati, di personale per gli uffici, di agenti della polizia penitenziaria, di mediatori culturali e psicologi. Il precedente governo insomma aveva messo in campo un tentativo di portare a modernità il sistema giudiziario e quello carcerario. Ma dopo tre anni l’Esecutivo Meloni è costretto, con questo frettoloso provvedimento, a rivedere gli obiettivi del Pnrr per paura di perdere i finanziamenti. Nessuno dei nostri emendamenti è stato approvato, né alla Camera né tanto meno al Senato, finalizzati ad avere più assunzioni di magistrati, di personale della polizia penitenziaria, per stabilizzare i precari dell’ufficio del processo. La destra ha deciso di intraprendere due strade pericolose: invece di applicare le riforme ha dichiarato guerra all’indipendenza della magistratura, con la cosiddetta separazione delle carriere che è invece un attacco alla separazione dei poteri; invece di provare a risolvere i problemi del sistema carcerario li ha aggravati con cinismo, le carceri sono una disumana bomba a orologeria”.


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