“Domani saranno passati 82 anni da quel 16 ottobre del 1943 quando a Roma truppe tedesche delle SS, guidate dal colonnello Kappler, rastrellarono al Portico D’Ottavia 1259 persone, quasi tutte appartenenti alla comunità ebraica. Arrestate, condotte alla stazione Tiburtina, deportate e quasi tutte sterminate nei campi di concentramento. Ne sopravvissero solo sedici, tra loro, unica donna, Settimia Spizzichino che ci ha lasciato nel 2000. Si trattò di una pagina tra le più orrende del nazifascismo facilitata anche dal censimento degli ebrei , fatto precedentemente dal regime di Mussolini dopo le leggi razziali. La Comunità ebraica, i cittadini romani, l’Italia intera, ricordano con orrore quanto avvenuto. Quel giorno viene ricordato con una targa apposta nel 2003 intitolata, per l’appunto, “Largo 16 ottobre”. Noi abbiamo il dovere di ricordare cosa furono la Shoah e la persecuzione antisemita. Quell’abisso non può essere dimenticato: come ha detto la senatrice Liliana Segre lo può dimenticare solo chi ha scheletri nell’armadio. E noi non lo vogliamo dimenticare”. Così intervenendo nell’aula di palazzo Madama il senatore del Pd Walter Verini.


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