“Ramelli e tanti altri ragazzi di destra e di sinistra morirono in una stagione in cui c’era l’accecamento dell’odio politico”. Così in aula il senatore del Pd Walter Verini, che ha aggiunto: “Con il sindaco Veltroni a Roma ci fu l’abbraccio tra Giampaolo Mattei e la madre di Valerio Verbano per dire basta alla stagione dell’odio, un abbraccio per tenere insieme la memoria, che non vuol dire tenere insieme i torti e le ragioni, su cui ognuno ha le proprie idee ma che in Italia sono sanciti dalla Costituzione”.
“Questo virus terribile dell’odio – ha proseguito il parlamentare dem – non è una cosa di 40 anni fa ma di oggi. E ci riguarda. Atterrisce la notizia che a sparare a due manifestanti, il 25 aprile, sia stato un ragazzo di 21 anni. Nel momento in cui c’è tensione e difficoltà a capire le regioni degli altri vi sono menti deboli che dalle armi della critica passano alla critica delle armi. Il 25 aprile diventerà una festa di tutti quando finiranno i saluti fascisti, quando tutti si riconosceranno nei valori della Repubblica. Con album di famiglia che non hanno niente a che vedere con la democrazia la mia parte politica ha rotto da tempo, inesorabilmente. Facciamolo tutti”, ha concluso Verini.