“Aveva solo 45 anni l’operaio Rossa, quella mattina quando uscì alle 6.30 dalla sua abitazione per andare al lavoro. Lo aspettavano, i terroristi, per colpirlo. Perché il sindacalista aveva denunciato uno di loro, un fiancheggiatore che portava in fabbrica i volantini deliranti delle Br, per fare proselitismo. Aveva fatto il suo dovere di operaio, di cittadino, di militante comunista italiano e del sindacato.  il suo dovere era quello di difendere la democrazia insieme ai diritti dei lavoratori. La Costituzione insieme alle conquiste sociali”. Lo ha detto in aula il senatore del Pd Walter Verini, per ricordare l’uccisione di Guido Rossa.
“Oggi quel terrorismo è stato sconfitto – ha aggiunto – ma non dobbiamo abbassare la guardia. La democrazia va irrobustita, difesa, non indebolita, così come vanno difesi e allargati le conquiste e i diritti sociali, che sono tutt’uno con la Costituzione e la stessa democrazia. Un pensiero e un saluto alla figlia di Guido Rossa, Sabina, che è stata parlamentare del nostro partito e che con il suo stile serio, con il suo impegno politico e sociale da quarantacinque anni custodisce per tutti la memoria e l’esempio del padre”.


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