“Il carcere deve rimanere una misura residuale, bisogna puntare su misure alternative. La soluzione non è costruire nuove carceri per minori’’. Ho ascoltato con grande interesse l’intervento svolto oggi da Lidia Salerno, vicepresidente dell’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia (Aimmf) in apertura del 44esimo congresso nazionale dell’Associazione. È veramente un peccato che ai lavori, cui doveva portare il proprio saluto, non abbia potuto partecipare il ministro Carlo Nordio perché avrebbe potuto confrontarsi con un mondo che ogni giorno misura il fallimento delle norme messe in campo in questi anni dal governo di cui fa parte e dal ministero della giustizia per contrastare il disagio minorile e per arginare e prevenire la devianza di giovani e giovanissimi. È evidente che l’aumento delle pene, così come la previsione di nuovi reati, non hanno prodotto alcun beneficio ma in compenso tanto danno come è stato certificato da chi lavora nel delicato ambito della giustizia minorile e conosce lo stato deprecabile in cui versano gli istituti penali minorili troppo affollati per garantire attività efficaci di riabilitazione e recupero dei minorenni reclusi. I dati parlano chiaro: dal decreto Caivano non è diminuita la commissione di reati, ma, per dirla con le parole della vicepresidente Salerno si è prodotto “un affollamento della popolazione degli Ipm che non si era mai visto prima’’. Ma avrebbero dovuto ascoltare il ministro Nordio e la premier “mamma”, Giorgia Meloni, la puntuale descrizione delle situazioni di deprivazione di ragazze e ragazzi, bambine e bambini nel nostro Paese. Altro che l’Italia ha ritrovato il proprio posto nel mondo! Quando ci si lascia alle spalle oltre un milione di minori destinandoli alla povertà senza riscatto, non c’è alcun posto nel mondo in cui collocarsi con la coscienza a posto”.
Lo dichiara la senatrice del Partito Democratico Sandra Zampa.


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