“Il passo che compiamo con questo ddl costituzionale, che interviene sull’articolo 38 della Carta per dare riconoscimento e tutela alla specifica condizione delle persone con disabilità, è un passo necessario e giusto, un traguardo importante e per questo il Pd si è espresso a favore, pur riconoscendo che si poteva giungere a una formulazione più sobria e più in linea con il testo costituzionale. Un traguardo a compimento di un lungo percorso compiuto anche grazie al diritto internazionale e sovranazionale ed alla trasformazione della società; un percorso compiuto largamente sulle gambe delle persone con disabilità, vere protagoniste. Un traguardo che assegna una responsabilità ancora più grande a chi è chiamato a rendere esigibili i diritti che noi scriviamo in Costituzione, dal pieno rispetto dei quali siamo lontani e che non si può usare come un alibi per ciò che manca, che è davvero moltissimo. Oggi servono risorse, come servivano in passato, ma occorre davvero riconoscerlo; servono in termini di personale, di formazione e di interventi strutturali sul welfare”. Lo dice la senatrice Sandra Zampa, capogruppo del Pd nella Commissione Affari sociali, che è intervenuta in Aula in dichiarazione di voto per il Pd.
“La trasformazione sul piano terminologico è evidente- prosegue Zampa – ma soprattutto abbiamo cambiato paradigma, passando dal modello medico della disabilità quale malattia al modello biopsicosociale che guarda alla disabilità come risultato di una complessa interazione tra la persona e il contesto di vita. Un passaggio segnato da interventi dell’Oms, dell’Onu, dell’Ue, in cui hanno avuto un ruolo la Costituzione e la Corte costituzionale. Un’innovazione che segna il passaggio da un sistema di protezione assistenzialistico a un modello di tutela basato sull’emancipazione e sull’inclusione, nella consapevolezza che la condizione di vita ed esperienza della persona con disabilità è fatta non soltanto di cure mediche, ma anche di ambizioni personali, di relazioni sociali, di rapporti professionali e di stabilità economica”.