«La Giornata mondiale dei rifugiati di quest’anno è speciale. Sono trascorsi 75 anni dalla firma della Convenzione sui rifugiati del 1951, fondamento del nostro sistema di protezione internazionale, quando i paesi del mondo si impegnarono a difendere il diritto di ogni persona a cercare protezione dalla guerra e dalle persecuzioni. Tale impegno è ancora necessario: l’UNHCR ci informa che oltre 117 milioni di persone sono tuttora sfollate con la forza in tutto il mondo”.
Cosi, occasione della Giornata mondiale dei rifugiati, Sandra Zampa, presidente della Commissione per la migrazione, la protezione internazionale e la cooperazione economica dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE).
“Eppure oggi – continua la parlamentare dem – quell’impegno storico sta cominciando a sgretolarsi sotto i nostri occhi. I populisti sfruttano la migrazione per fomentare il malcontento. Torri di filo spinato si ergono a ostacolo di chi è in movimento.
La funzione essenziale dell’asilo – la mano tesa dall’umanità verso se stessa – viene sempre più allontanata dalla responsabilità diretta, anziché essere preservata all’interno di territori accessibili dove sia possibile cercare protezione. Allo stesso tempo, le persone in fuga da situazioni disperate rischiano di vedersi negare l’ingresso o di essere sottoposte a espulsioni collettive alle frontiere, il che compromette l’accesso al territorio e il diritto di cercare protezione internazionale”.
“Un mondo in cui i più vulnerabili non sono al sicuro – conclude Sandra Zampa – è un mondo in cui nessuno è veramente al sicuro”.

Lunedì a Strasburgo si inaugura la mostra “Saving lives at sea in the name of humanity and human rights” curata da Open Arms

L’iniziativa è promossa dalla senatrice Sandra Zampa

Lunedì 22 giugno, presso il Palais de l’Europe, a Strasburgo, alle ore 13:00, verrà inaugurata la mostra fotografica “Saving lives at sea in the name of humanity and human rights”, promossa dalla senatrice Sandra Zampa, presidente della Commissione migrazione, protezione internazionale e cooperazione economica dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) e vice presidente della delegazione italiana presso la stessa Assemblea.
La mostra è curata dall’organizzazione spagnola Open Arms, impegnata dal 2015 in operazioni di ricerca e soccorso in mare con la propria flotta civile: da allora, Open Arms ha salvato oltre 73.000 persone nel Mediterraneo centrale.
La mostra raccoglie fotografie scattate durante le missioni di ricerca e soccorso di Open Arms, con l’obiettivo di dare un volto alle persone soccorse e riportare l’attenzione sulla crisi umanitaria che continua incessante nel Mediterraneo centrale, ribadendo la necessità di salvare vite in mare nel nome dell’umanità e dei diritti umani fondamentali, tra cui il diritto alla vita, il diritto di non subire torture e l’obbligo di soccorrere chi si trova in pericolo.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito della promozione della risoluzione 2612 adottata nel giugno 2025 dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e intitolata «Salvare la vita dei migranti in mare e tutelare i loro diritti umani» (relatore Paulo Pisco). La risoluzione invita i 46 Stati membri del CdE a ripristinare e promuovere operazioni europee di ricerca e soccorso su larga scala al fine di salvare vite umane in mare, a consentire alle organizzazioni umanitarie della società civile di operare senza ostacoli giuridici o amministrativi e a istituire percorsi sicuri e legali per i migranti e le persone che necessitano di protezione internazionale.


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