Tra blocco navale, stretta sui ricongiungimenti familiari e attuazione del nuovo patto Ue su asilo e migrazione, il disegno di legge immigrazione all`esame del Senato interviene anche sui minori stranieri non accompagnati. Sul rimpatrio assistito la competenza passerebbe dal Tribunale per i minorenni al prefetto (dunque direttamente al ministero dell`Interno), incidendo sulle garanzie previste dalla legge 47/2017, di cui la senatrice Sandra Zampa (Pd), presidente della Commissione migrazioni del Consiglio d`Europa, è stata prima firmataria.
Senatrice, che cosa cambia con queste modifiche?
Si tenta di scavalcare la magistratura minorile: ora la decisione passerebbe dalle prefetture. Anche se poi resterebbe comunque un passaggio autorizzativo del Tribunale per i minorenni. Una norma comunque discutibile, che sembra indicare che esistono diritti di “serie a” e di diritti di “serie b” per una categoria di minorenni “diversi” perché “migranti”.
Da destra si accusa il Pd di essere contrario ai rimpatri dei minori. Devono restare per forza qui?
È una ricostruzione falsa, un argomento falso. O c`è malafede o non si conosce quello di cui si parla. La legge prevede già che, se è nell`interesse del minore, si possa tornare a casa. Se un minorenne dice «voglio tornare a casa», il suo superiore interesse è quello. Non c`è bisogno di modificare la norma. Stiamo parlando del nulla. Si vuole far vedere che si è più duri, ma resta la verità dei fatti.
E cioè?
La nostra legge aveva un impianto ben preciso, basato sulla tutela del minore, prima ancora che sull`essere “migranti”. Si tratta di ragazzi che sono più esposti, più fragili, più vulnerabili. Quando fu approvata, nell`aprile del 2017, pensai fosse un segno il fatto che Papa Francesco avesse dedicato ai minori il messaggio per la “Giornata del migrante e del rifugiato” di gennaio, indicando quattro direttrici molto chiare: accogliere, proteggere, promuovere e includere.
Il nodo allora è cosa succede a questi ragazzi qui in Italia?
Dobbiamo evitare che finiscano in circuiti di microcriminalità o di sfruttamento, del lavoro o anche sessuale. Spesso arrivano con un debito alle spalle e hanno bisogno di guadagnare subito. Bisogna aiutarli a capire che qualche volta è necessario avere pazienza, completare un percorso di formazione e costruirsi un futuro. In un Paese con un forte calo demografico, non vedere che questi minori possono essere una risorsa è un errore.
C` è anche l`ipotesi che il prosieguo amministrativo – la possibilità di restare nel sistema di accoglienza dopo i 18 anni – venga ridotto da 21 a 19 anni.
È una proposta gravissima. Interrompere un percorso di formazione significa lasciare questi ragazzi senza strumenti: non a caso i magistrati minorili parlano di «norma criminogena». Così la destra punisce proprio quelli che stanno facendo un percorso virtuoso. Noi faremo di tutto perché non passi e chiedo al ministro Piantedosi di valutare, alla luce di dati e fatti, la decisione. Anche perché il rischio è che finiscano in strada, senza casa né lavoro.
Anche la prossima campagna elettorale si giocherà sull`immigrazione?
Sì, sicuramente. La destra non smetterà di giocarsi questa carta. Ma bisogna cambiare il modo in cui si affronta il fenomeno. Se dovessimo tornare noi al governo, per quel che riguarda i ragazzi e i bambini, si dovrebbe ripartire dall`attuazione della legge del 2017, con una task force specializzata su inclusione, formazione e lavoro. Le modifiche fatte finora dalla maggioranza sono tentativi di smontare pezzo per pezzo la legge senza dirlo, per non assumersene la responsabilità.