Boccia: “Astensionismo interroga credibilità politica ma da governo Meloni nessuno sforzo per election day”
“L’astensionismo è un gravissimo problema che interroga la politica. Ma sono diversi I ragionamenti da fare: in primis, è evidente, c’è una parte del Paese che pensa che la politica non risolva i problemi. E questo è una questione che riguarda la credibilità dell’agire politico. Poi però penso che, con riferimento alle elezioni regionali di questi mesi, ci sia stata una responsabilità del governo Meloni: il ministro degli Affari regionali non ha fatto uno solo forzo per riunire i presidenti di regione e ragionare su una ipotesi di data comune. 5 anni fa, da ministro, io questo sforzo lo feci. Penso che forse un election day avrebbe aiutato e invece ogni presidente di regione ha deciso secondo le esigenze politiche locali. Siamo ormai in sessione di bilancio, si dovrebbe parlare e discutere delle scelte di politica economica che fa il governo e delle proposte delle opposizioni e invece da settimane non facciamo altro che parlare di elezioni da diverse settimane”. Così a Sky Start il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.
Boccia: “Pd primo partito e leadership Schlein più forte. Per Palazzo Chigi serve chi sappia unire”
“Il risultato di questa tornata elettorale è di tutte le ultime 10 elezioni regionali che si sono svolte ci dice che il Pd è il primo partito di una coalizione che può essere una credibile alternativa alla destra guidata da Giorgia Meloni. Nel centrodestra mi pare ci sia una frammentazione evidente, un rimescolamento di equilibri, e lo vediamo anche in Parlamento, e più di uno scricchiolio in termini di numeri con FDI sorpassato dalla Lega in Veneto e con equilibri diversi in Campania tra FI e FDI.
Nelle 10 regioni in cui si è votato il Pd è il primo partito e due regioni sono passate dal centrodestra al centrosinistra.
Per quello che riguarda il furio penso che il tempo
delle tattiche sia finito. Ora ci aspetta un lungo rettilineo finale verso le elezioni politiche. Il vero dato che emerge è che l’unità del centrosinsitra è un valore per gli elettori. La coalizione che abbiamo costruito ha dato prova di solidità e continuità e ha saputo rappresentare una ipotesi di governo credibile per il Sud e non solo.
Ora, fino al 2027, confrontiamoci e ragioniamo sui problemi degli italiani.
Ogni partito ha l’ambizione di esprimere la propria leadership. Per la scelta della candidatura a Palazzo Chigi ci sono tante strade, ci sono le primarie e c’è la legittima aspirazione del più grande e forte partito della coalizione ad esprimerla. E non c’è dubbio che da queste elezioni la leadership di Elly Schlein esca rafforzata. Nel centro-destra, come sappiamo, hanno deciso che il partito che arriva primo esprime il leader. Noi non per forza dobbiamo fare lo stesso. Non è una questione di tattiche, ma di legittimare la leadership attraverso un processo democratico e aperto. Serve una persona che sappia unire, che sappia aggregare e che abbia la capacità di rappresentare una visione del futuro inclusiva”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia a Sky Start.
Boccia: “Destra la vuole cambiare perché ha paura”
“Per tre anni a destra hanno ripetuto che la stabilità era legata alla forza di Giorgia Meloni. Ora dopo il voto di ieri dicono che per la stabilità serve una nuova legge elettorale. Quando la politica si concentra esclusivamente sul mantenimento del potere, e non sul bene del paese, significa che le priorità sono sbagliate. La legge elettorale non può essere messa in discussione per motivi di convenienza politica. E non possiamo permettere che le scelte politiche vengano fatte solo per tutelare i propri interessi di partito o per garantire la permanenza di qualcuno al governo. La verità è che la destra vuole cambiare la legge elettorale per le elezioni politiche perché ha paura di perderle e ha capito che il centrosinistra non le farà un’altra volta il regalo di dividersi”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia a Sky start.
Boccia: “Al tavolo serve l’Europa, da Salvini e Crosetto parole diverse su pace”
“Il piano di pace va discusso e analizzato. Che gli americani possano trasformare ogni conflitto bellico in business è dimostrato dai fatti e questo è pericoloso. Come sono pericolosi i cambi di idee del presidente americano. Noi diciamo che ci vuole l’Europa. Non può decidere Trump da solo per la pace in Ucraina. Dai 28 punti di Rubio siamo passati ai 19 di ieri. La novità è che ora l’Europa è seduta a quel tavolo. La presenza dell’Europa è fondamentale perché non possono essere Trump e Putin, che è l’invasore, a decidere dei destini dell’Ucraina. Purtroppo come al solito nel governo ci sono posizioni diverse. E’ giusto che il governo lavori con gli altri partner europei ma sulla pace ho sentito parole e accenti diversi da parte del ministro Salvini rispetto a quelle del ministro Crosetto”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia a Sky start.