“Siamo alla carica dei 101 voti di fiducia, se non fosse così serio il contenuto di questo provvedimento potremmo anche ironizzare, invece non ne abbiamo alcuna voglia. Le morti sul lavoro non sono incidenti, ma sono il risultato di scelte mancate e il governo, ponendo la questione di fiducia, ha scelto di non dare risposte ai temi posti dalle opposizioni, scelte che il governo non fa neppure nella legge di Bilancio. Se avessimo avuto la certezza che questi temi possano essere discussi in sede di legge di Bilancio, avremmo provato a trovare le ragioni di un confronto ulteriore. E invece no, hanno deciso di non aprire la discussione neanche in sede di manovra. Sto parlando dalla nostra proposta di rifinanziare il fondo per le vittime del lavoro e di finanziare interventi per la sicurezza, questioni inevase. È inaccettabile che si riescano a trovare risorse per rottamazioni, condoni e misure inique contenute in una legge di bilancio misera, mentre non si trovano i fondi per le vittime del lavoro e non si investe un euro per far diventare la sicurezza sul lavoro la prima, inderogabile, emergenza nazionale”. Lo ha detto il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd, prendendo la parola in Aula sulla fiducia apposta sul decreto sulla sicurezza sul lavoro. “L’unica spiegazione del no di governo e maggioranza agli interventi sulla sicurezza sul lavoro – ha proseguito Boccia – è una sorta di convinzione di questa maggioranza che quanto più lasche sono le regole, quanto meno trasparenti sono le regole, meglio si sta. Dalla scelta di aumentare il limite del contante e quindi il nero, al no al fondo per le vittime sul lavoro a quello sul rafforzamento della prevenzione, il comune denominatore delle scelte del governo Meloni è ‘lasciamo fare, non controlliamo, ognuno faccia da sé tanto decide il mercato, che regola tutto’. Ma le uniche risposte che arrivano dal mercato sono quelle costringono lavoratrici e lavoratori a non avere diritti, in un Paese nel quale aumenta dismisura la Cassa Integrazione, dai 400 mln di ore del 2023 ai 600 mln di ore del 2025. Dobbiamo puntare il dito sull’indifferenza e sull’ignavia della maggioranza e sulle promesse mancate della ministra Calderone, promesse che non valgono nulla. Chi muore sul lavoro non è mai vittima del destino, ma è vittima dell’indifferenza. Penso che mai come in questo momento la maggioranza dovrebbe seriamente interrogarsi se questa indifferenza, sufficiente a far passare un inutile decreto legge, ma insufficiente ad affrontare i nodi che stanno a cuore agli italiani”.


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