“Il vicepremier Di Maio e la ministra Trenta definiscono ‘balordi’ i presunti autori dell’orribile stupro di gruppo a Viterbo. Un linguaggio che dimostra grave incomprensione di un fenomeno, quello della violenza sulle donne, all’origine del quale non c’è follia o balordaggine, bensì una pseudocultura maschilista, misogina e violenta” lo dichiara la senatrice Pd e capogruppo in commissione Diritti umani Valeria Fedeli. “Incomprensione e sottovalutazione ancora più grave – prosegue Fedeli – se a esprimersi così sono esponenti delle istituzioni. I presunti responsabili dello stupro, ripreso anche da un telefonino, sarebbero peraltro militanti di Casapound. Uno addirittura eletto nelle fila dell’organizzazione neo fascista vicina alla Lega di Salvini di cui Di Maio è alleato. Un’organizzazione per cui violenza, sopraffazione, sessismo, razzismo costituiscono la cornice ideologica del programma politico con cui, non essendo ancora stati messi fuori legge, si presentano alle elezioni e talvolta vengono eletti come, appunto, uno dei responsabili di questa ennesima e intollerabile violazione dell’integrità fisica e psichica di una donna. Sconcerto e condanne verbali non bastano più – conclude Fedeli – Servono azioni e interventi concreti. Serve soprattutto che chi ha responsabilità di governo dimostri piena e precisa consapevolezza della questione a partire dall’uso del linguaggio e dalle azioni conseguenti per sanzionare i reati”.
Pubblicato il
in Comunicati Stampa, Giustizia, Stampa