“Ieri alla Camera l’opposizione ha fatto molto bene il suo dovere, battendo il governo su una legge elettorale incostituzionale e su un emendamento-farsa, attraverso il quale la premier Giorgia Meloni intendeva dare l’impressione di introdurre il voto di preferenza per l’elezione dei parlamentari, senza che ciò fosse vero. Leggo pertanto con grande stupore che numerose personalità, tra le altre Arianna Meloni e l’ex senatore Carlo Cottarelli, mostrano rammarico perché quel voto a loro avviso avrebbe impedito ai cittadini di scegliere i parlamentari, appunto, con le preferenze. Che siano in malafede o semplicemente disinformati – o entrambe le cose – è necessario ristabilire la verità: l’emendamento in questione non introduceva il voto di preferenza se non per una minima parte, ovvero nei pochissimi casi di partiti grandi che nelle circoscrizioni molto grandi eleggono più di un parlamentare. Un effetto era comunque certo: si mantenevano bloccati sia il listone col super-premio di maggioranza, sia i capilista nelle liste circoscrizionali, non più sottoposti – come attualmente – all’equilibrio di genere. Ciò a prescindere dal fatto che le liste bloccate non furono introdotte da un intervento divino, bensì dal famigerato Porcellum, approvato dalla destra a fine 2005, a pochi mesi dalle elezioni, per impedire – allora come vorrebbero fare ora – la vittoria del centrosinistra. Capisco, anche se non apprezzo, la propaganda delle sorelle Meloni. Francamente non capisco, e apprezzo ancor meno, le foglie di fico offerte a questa orribile legge elettorale, incostituzionale e rivolta esclusivamente all’interesse di chi la vorrebbe approvare anche stavolta a pochi mesi dal voto, a opera di personalità dalle quali ci si aspetterebbe autorevolezza, oggettività e conoscenza degli argomenti sui quali si interviene”. Così il senatore Pd, Marco Meloni, in una nota.


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