“Il Documento programmatico di finanza pubblica presentato da Giorgetti delinea una manovra grigia, di puro galleggiamento, lontanissima dalla narrazione trionfale della propaganda governativa. L’Italia descritta nel DPFP è un Paese rassegnato alla stagnazione – che senza il PNRR sarebbe già in recessione – e privo di una qualsiasi idea su come invertire la tendenza al declino. Le misure annunciate su fisco, welfare e investimenti si prospettano di scarsissimo impatto, con molte incognite sulle coperture. L’unica vera novità è l’aumento enorme e senza precedenti delle spese militari: oltre 20 miliardi in più nel triennio, primo effetto concreto dell’accordo sul riarmo avallato dal governo Meloni in sede NATO, in ossequio ai desiderata del presidente Trump. Spese che, pur escluse dai parametri del Patto di stabilità, peseranno comunque su deficit e debito pubblico.”
Lo dichiara Antonio Misiani, responsabile Economia e Finanze del Partito Democratico.
“Ciò che colpisce – prosegue – è l’assenza totale di un piano per rilanciare lo sviluppo. Nel 2026 il PNRR finirà e da questo governo non emerge alcuna idea su come finanziare gli investimenti pubblici o stimolare quelli privati. Nessuna risposta sui costi dell’energia, che stanno mettendo in ginocchio l’industria. L’Italia della destra sopravvive soltanto grazie ai fondi europei, ma non costruisce nulla di proprio: nessuna politica industriale, nessuna strategia per rilanciare la crescita e ridurre le disuguaglianze, nessun investimento serio sulla qualità del lavoro e sull’innovazione.”
“Anche sull’emergenza demografica il governo si ostina a ripetere ricette fallite. Il crollo delle nascite negli ultimi tre anni dovrebbe spingere l’esecutivo a riconoscere l’insuccesso e a cambiare radicalmente approccio. Senza politiche economiche e sociali coraggiose, l’Italia rischia di scivolare in un declino irreversibile.”