“Il popolo ucraino è ancora sotto l’attacco di Putin come due anni fa e la vicinanza a quel Paese invaso non deve dunque venir meno in nessun modo. E’ legittimo chiedere perché il Governo italiano non abbia intrapreso anche la via diplomatica, è giusto chiedere che lo faccia proprio in questa fase così delicata e complessa, con l’Unione europea. Ma lasciare sola l’Ucraina ora, significa consegnarla alla logica del più forte contro la forza del diritto. La vittoria di Putin porterebbe le sue armate a 800 km da Trieste, dall’Italia, asservirebbe definitivamente l’Ungheria di Orban, avvicinerebbe uno scontro diretto. Lavorare per la pace significa allontanare questo rischio”. Lo dichiara la capogruppo Pd nella commissione Politiche europee del Senato Tatjana Rojc, dopo il voto sulle risoluzioni presentate sul nuovo invio di armi a Kiev, dopo le comunicazioni in Aula del ministro della Difesa Guido Crosetto.
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