Il Senato ha discusso di Documento programmatico di finanza pubblica nel quale è delineata la manovra che dovrà essere approvata entro la fine dell’anno.
“Nessuna visione industriale, nessuna strategia per il lavoro, nessuna misura significativa per il potere d’acquisto delle famiglie – solo un mini-taglio dell’Irpef per il secondo scaglione.
Si lesinano fondi su sanità, scuola, casa e trasporto pubblico, mentre milioni di cittadini rinunciano a curarsi perché le liste d’attesa sono infinite e non possono permettersi la sanità privata. Quanto alle promesse sulle pensioni, la rottamazione delle cartelle e la tassazione degli extra profitti delle banche, sono ridotte ai minimi termini, bandierine elettorali.
Si andrà in pensione tre mesi dopo, salvo una piccola minoranza. Rottamazione mini (ma questo è un bene). L’unica vera novità è un aumento senza precedenti delle spese militari: oltre 22 miliardi di euro nel triennio 2026-2028. In un Paese che ha smesso di crescere e dove la povertà tocca livelli record, questa politica è semplicemente sbagliata“, ha spiegato il Antonio Misiani, responsabile economico del Pd.