“La lettera di Laura Santi ci pone di
fronte alla responsabilità morale di lasciare libera scelta a chi
decide di vivere o di interrompere la propria esistenza, afflitto
da malattie incurabili e sofferenze intollerabili. Lei ha potuto
ottenere quanto era nel suo diritto di essere umano e di
cittadina. Rimane inascoltato il grido di dolore lanciato dalla
mia concittadina Martina Oppelli, rimangono in un limbo
angoscioso le troppe persone che attendono da tempo di ottenere
il suicidio assistito”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc
(Pd), dopo che la giornalista Laura Santi è morta ieri nella sua
casa sua di Perugia a seguito dell’autosomministrazione di un
farmaco letale.

“La legge che discuteremo in Aula non dev’essere corrotta
all’origine dal baco dell’ideologia ma – sottolinea Rojc – deve
considerare tutti gli aspetti della condizione terminale, anche i
più umanamente duri. Ci sono malati che ci chiedono di stare al
loro fianco e di lasciare loro la scelta di interrompere
dignitosamente la vita che non riescono più a sopportare”.


Ne Parlano