“La sindrome di alienazione parentale, nota come Pas, è una bufala che pregiudica a vita di molte donne e dei loro figli. E’ una teoria che non ha alcun fondamento scientifico, l’ispessimento di un pregiudizio che, purtroppo, per ignoranza o peggio, si è fatto strada anche nella giustizia e porta in alcuni casi a recidere drammaticamente il legame che lega una madre a suo figlio o a sua figlia. Sta succedendo ancora in queste ore a Roma, a Monteverde, dove una bambina di 5 anni, affetta da una patologia genetica rara potrebbe finire in una casa famiglia in forza di un provvedimento di allontanamento catto dalla mamma. Quella bimba si è legata con lo scotch sotto il tavolo della cucina. Io ci sono stato, l’altra mattina, e devo dare atto alle forze dell’ordine di avere dato esecuzione in maniera intelligente e rispettosa al decreto. La piccola è ancora con sua mamma: come una palizzata attorno a loro si è sollevata una comunità di persone che vedono, sanno, capiscono, agiscono, proteggono”. Lo ha detto il senatore del Pd Filippo Sensi, componente della Bicamerale femminicidio, nell’Aula del Senato, nel corso del question time. “E tuttavia la pervicacia di questi pseudoconcetti – ha proseguito Sensi – è tale che sempre a Roma il sesto Municipio ha istituito uno sportello per uomini maltrattati, un’iniziativa paradossale che perpetua quel processo di vittimizzazione secondaria: la madre strega che manipola la coscienza del bambino. Il mondo alla rovescia, in un paese dove le donne vengono uccise perché donne, vengono sottoposte a violenze e prevaricazioni quotidiane, dove non guadagnano quanto i loro colleghi uomini a parità di mansioni, dove gli stereotipi culturali e sociali contro le donne sono una triste realtà. Ne sa qualcosa la mia collega Valeria Valente, che si è ritrovata querelata da un uomo per avere difeso il percorso fin qui fatto per la presa di diritto e di parola delle donne. Un’intimidazione nei confronti dell’impego suo e di tutte e tutti quanti, istituzioni, parlamento, associazioni, società civile”
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