Il Senato ha esaminato in ultima lettura il disegno di legge costituzionale che introduce la separazione delle carriere per i magistrati.
“Stiamo assistendo a una torsione istituzionale che indebolisce la nostra democrazia. Una deformazione del principio di equilibrio dei poteri, di cui la riforma della giustizia è solo un tassello. È parte di un progetto più ampio di concentrazione del potere nelle mani dell’esecutivo – ha detto Francesco Boccia – La destra vuole separare le carriere tra giudici e pubblici ministeri non per garantire autonomia, ma per portare la magistratura sotto il tacco dell’esecutivo. Lo dico molto chiaramente: questa non è affatto una riforma della giustizia perché nessuna delle misure accelererà i tempi dei processi, migliorerà la qualità del servizio o toccherà l’arretrato giudiziario. E’ un provvedimento che serve solo a ridisegnare i rapporti di forza tra politica e giustizia. Come? Indebolendo l’autonomia complessiva della magistratura, puntando a compromettere l’indipendenza del pubblico ministero, alterando l’equilibrio del processo penale”.
“Con il voto sulla separazione delle carriere dei magistrati è stata certificata tutta l’arroganza politica e la protervia di una maggioranza illiberale che, in spregio al fondamentale carattere pattizio della Costituzione, ritiene di poterne riscrivere unilateralmente parti anche molto significative”. Lo ha denunciato Andrea Giorgis in dichiarazione di voto per il Pd.
“Il ministro Nordio – ha aggiunto – è stato di parola: come aveva promesso non vi è stata nessuna apertura al dialogo, nessun vero confronto, nessuna disponibilità ad accogliere qualche modifica in grado di superare le molte criticità che sono emerse fin dalle prime audizioni”.